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Contrappunti alla tortura delle mosche

Cap.I

1.    Constatava con fiduciosa rassegnazione l'idea di dover morire, era animato anche da una certa capacità di sopportazione; aveva un solo rammarico: di essere venuto al mondo in un secolo insulso e vano. (variante)

Constatava con indicibile angoscia che era venuto al mondo per una sola volta; riusciva a malapena ad accettare l'idea di doversene andare, prima o poi, soprattutto perché avrebbe dovuto lasciare il telefonino.

2.       Non vogliamo credere ai difetti delle persone che amiamo ma siamo disposti a credere ad ogni maldicenza sulle persone che avversiamo .

3.       Il sentimento più nobile è la compassione per chi soffre. Penso a tutti quegli oppressi che vivono in India al margine della società, che non per niente sono chiamati gli intoccabili. Essi meritano tutto il nostro rispetto. Chi li tratta come "pezze da piedi", fosse anche la persona più stimata, dimostra tutto il proprio malanimo, la propria ignobiltà e vigliaccheria.

4.       Nella società bisogna guardarsi bene dal chiedere comportamenti magnanimi a certe persone capaci solo di megalomania. Non bisogna confondere queste due grandezze: fra di loro vi è una differenza di polarità.

5.       C'è da chiedersi se certi farabutti sono tali perché si sentono protetti dal fatto che la gente crede in un Dio "buono".

6.       Esigevano dagli altri cose sempre diverse, in continuazione, impartendo ordini in una lingua straniera.

7.       Sappiamo per esperienza che la "prudenza" è un sentimento che accompagna sempre la difesa o l'attacco; in ambedue i casi essa segnala uno stato di allerta di fronte a qualcuno che avvertiamo come nemico.

8.       Quando diciamo che la terra ci detesta perché la calpestiamo, ci illudiamo forse che il cielo ci prediliga perché danziamo; ma i nostri salti ci rendono simili a certi grilli dalle lunghe zampe che per volare saltellano e ricadono subito nell'erba, con una sola differenza, osservava Mefistofele: noi spesso cadiamo nel fango.

9.       L'intelligenza, la stupidità umana, i diversi comportamenti morali li riconosciamo così bene che si prestano ad essere definiti con la precisione della geometria; per questo ci sono espressioni di senso comune come: ha un'intelligenza 'acuta', è 'ottuso', ha una testa 'quadrata', è una testa d'uovo, è una persona 'retta', ecc.

10.   E' difficilissimo avere una scrittura tanto chiara da riuscire a rivestire adeguatamente con essa una qualche verità.

11.   Se riuscissimo a vedere cosa sta dietro a certe parole incantevoli (amore, felicità, piacere ecc.) capiremmo di più noi stessi, anche se avremmo per noi minore ammirazione.

12.   Così va il mondo! Si prodigano elogi nei confronti di coloro che in ogni caso non combinano e non combineranno mai niente e si diventa "prudenti", guardandoli con sospetto, di fronte a coloro che mostrano di avere del talento. I mediocri, buoni arrampicatori sociali, avanzano, solidarizzano e fanno muro intorno per difendere le posizioni conquistate.

13.   Osservare lo splendore dei propri idoli e poi lasciare che essi brucino a fuoco lento, da soli, alimentati dalla loro stessa energia: niente è più naturale e istruttivo per un aspirante filosofo.

14.     Gli eccessi della ripetizione sono comuni a tutte le religioni; essi producono il loro fascino: IL RITO.

15.   Sperava di riuscire a farsi vedere da Dio all'ultimo momento per vivere tutta un'eternità.

16.   Gli uomini amano il poeta perché è generoso di memorie e dispensatore di sogni, perché tratta il tempo con prodigalità, per il motivo contrario non ascolteranno mai il filosofo perché toglie ogni illusione sul tempo. Egli dice che il presente non soddisfa mai, il futuro è incerto e il passato è irrevocabile e che il tempo è la forma mediante la quale la vanità delle cose si presenta come transitorietà. Dice il vero ma le sue sono parole nel deserto: parla al vento.

17.   Perché si ha paura di tutto ciò che non viene dopo la morte? Perché non si ha paura di ciò che non c'era prima della nascita? Perché se la nostra non esistenza non era un problema prima di nascere, lo deve diventare dopo la morte?

18.   Io sono conciliante e spesso dimentico con chi ho avuto a ridire il giorno prima ma ho una sorella talmente permalosa che per venti anni mi ha ricordato una frase offensiva che le avrei detto un giorno che avevo avuto con lei una controversia. La cosa mi ha turbato solo qualche giorno fa, quando sono venuto a sapere da mio fratello che quella frase non gliel'avevo detta io, ma lui.

19.   Quando siamo innamorati ci spremiamo il cuore come un limone e riserviamo all'altra parole di miele perché l'amore richiede questo 'atto sacrificale'; eppure la conquista è indipendente da tutto ciò: essa è il risultato di una battaglia che si combatte 'contro' la persona amata con altri mezzi e su altri terreni.

20.     Ci sono alcuni che seguono la propria ombra o quella di un altro, altri che la portano come un peso, altri che si sentono offuscati da essa, altri che non ce l'hanno proprio; quest'ultimi potrebbero essere scambiati per angeli.

21.   Non c'è virus che si diffonde così facilmente come il pregiudizio; esso è riprodotto dalla pigrizia ed è mosso dalla presunzione: infetta tutte le menti, anche quelle più brillanti.

22.   Certe persone particolarmente avide cominciano a divorare sé stesse quando non hanno più niente da ghermire intorno.

23.     Bisogna essere un po' orientali per capire che l'avidità ci può 'condannare' all'immortalità.

24.     Quando andrai a fare la conta degli animali uccisi ricorda che in mezzo ai cadaveri non troverai gli animali che sono stati divorati.

25.   Il pensiero 'occidentale' è il principale ostacolo che impedisce agli animali di tornare ad essere liberi come all'epoca che ha preceduto la loro sottomissione.

26.   Essere ancora più semplici. Dare obbedienza a qualcuno, riconoscere una qualche autorità, non porsi il problema del tempo e lasciare scorrere la vita che va, non entrare nell'epoca che è pronta a riservarti un posto, non intraprendere alcun progetto, dimenticare sé stesso, ma non la morte che va tenuta vicina come sola compagna.

27.   Vane le nostre speranze che corrono sempre in anticipo sul tempo!

28.   Le azioni malvagie sono anche stupide e colpiscono più duramente perché inaspettate, quando vengono fatte ai danni delle persone più intime o di noi stessi.

29.   Ci sono alcuni scrittori di mestiere che , per falsità o malafede, smontano i pensieri altrui per poi rimontarli e metterli in circolazione come propri. Sono autori immorali ma bisogna riconoscere che hanno qualche talento.

30.   Il suo sogno era quello di rinascere come stella; il suo incubo era quello di morire come una stella.

31.   Molte persone sono talmente meschine che non riescono a dire quello che pensano neanche a sé stesse; il che è molto peggio che non pensare affatto. Esse sono 'maschere', inidonee perfino ad essere apostrofate come esseri umani.

32.     Anche se usiamo in modo benevolo il termine "umanità" non dobbiamo farci illusioni sul genere umano. Chi ha osservato gli uomini, chi conosce 'bene' anche solo poche persone, può dire di conoscere un po' anche i demoni.

33.   Parole che mantengono il loro significato per millenni, parole che prendono il loro vero significato solo dopo centomila anni.

34.   Tante facce sorridenti, ognuna diversa dalle altre, gentili, promettenti, caute, sospettose, formali, rivelatrici... E' sorprendente pensare a tutti gli scopi che il movimento dei nostri muscoli facciali nasconde.

35.   Lo scrive anche Canetti: "In epoche di forti sospetti noi stessi trasformiamo le persone che conosciamo bene...in figure enigmatiche e pericolose che, animate dalle peggiori intenzioni, ci dicono ogni sorta di cose insidiose e malevoli...Ci azzanniamo con loro in dispute interminabili...forse queste figure ci vogliono divorare, pensiamo, e ci sentiamo più che mai minacciati...La figura nemica è (così) definita con nettezza solamente nell'odio che ci manifesta e che noi le restituiamo." Ditemi se non siamo gli ispiratori dei demoni!

36.     Un Dio che non ha creato gli esseri umani e li trovasse per caso, e li conoscesse, potrebbe mai ammettere che sono figli di un Dio?

37.   Un di più di esperienza intellettuale ci richiede la necessaria distinzione fra ciò che si è imparato dai libri e ciò che si è 'osservato' della realtà e che può alimentare i nostri stessi pensieri. Solo le esperienze hanno forza e valore e fra queste, spesso, potrà nascere un solo pensiero che avrà la capacità e la fortuna di diventare veramente prolifico.

38.     C'è qualche pensatore che prima o poi non arrivi a ripetere quello che hanno detto, in tanti modi diversi, già altri prima di lui?

39.   Dare 'nomi' alle cose è la grande e sola capacità che hanno molti scrittori sprovvisti di pensieri propri. Essi si dilettano con le parole e le usano per rendere più oscuro e incomprensibile ciò che dicono, sperando così di nascondere questa loro mancanza. Essi, nonostante non abbiano pensato niente mentre scrivevano, si aspettano che i lettori, leggendo i loro libri, si formino comunque nuovi e inauditi pensieri.

40.   Usa i rimproveri, si arrabbia, inveisce per mancanza di immaginazione.

41.   Sono adirato con l'uomo contemporaneo : "la bestia trionfante della tecnica" gli ha tolto ogni dignità.

42.   Il risultato è quella minima parte della realtà che passa attraverso la rete dell'esperienza: è solo un pesce nell'oceano.

43.   La sua memoria annienta gli altri, tutti quelli che conosce. Si dimentica sempre il loro nome, a nulla gli servono gli sforzi che fa per ricordarlo.

46.     Un tale fa schierare tutti quelli che sono morti, giustamente o ingiustamente, dopo di lui e fa loro una gran predica sulla propria abilità, sicurezza, furbizia ecc... Quel tale è Dio.

47.     Le cornacchie sul grano maturo: nulla ci dà il senso più impetuoso, eppure veritiero, di come gli uomini vivono il loro rapporto con la natura.

46.   E' talmente sfiduciato che non si aspetta che Dio possa regalargli veramente qualcosa.

47.   Mantiene un profondo rispetto per le persone anziane: ammira in loro la pazienza che hanno avuto a sopportare tutti gli anni che lui stesso dovrà ancora vivere; ama i bambini che si preparano con ingenuo entusiasmo a vivere gli anni che lui ha già passato.

48.   Solo vedendo rappresentata l'infelicità umana in una 'scena' si può superarla; è questo il significato della catarsi nella tragedia greca, ma anche il modo come nasce in noi la compassione.

49.     Il rispetto per un uomo si misura dal numero di anni che ha già passato. Esso viene dalla considerazione di tutte le sofferenze che ha dovuto superare. Per questo la vecchiaia si chiama anche "età venerabile".

50.   Il futuro è falso, è proprio così, perché lo carichiamo di aspettative che non si realizzeranno o ci deluderanno; esso rivela però anche una verità su di noi: il nostro stato di insoddisfazione presente, la nostra ansia. L'attesa di un evento futuro denuncia sempre le nostre mancanze.

51.   Amore! Quale intreccio di stati d'animo si nasconde dietro questo 'Re' dei sentimenti! Desiderio di possesso, egoismo, spirito di sacrificio, altruismo... L'amore è un punto di confine estremo: è un 'limite'.

52.   Metempsicosi. Creature che vivono in un mondo parallelo al nostro, spiriti animati da una cieca brama di vivere, che riescono a prendere forme animali o umane solo quando riescono a convincere due esseri viventi a procreare.

53.   "Pronuncia la parola 'oro' come se l'avesse rubato". La lettura di questo aforisma di Canetti mi suggerisce un messaggio per Umberto Eco, dopo aver iniziato la lettura di "Kant e l'ornitorinco": Bisognerebbe imparare a riconoscere dietro ad ogni 'nome' una 'funzione' o meglio un 'desiderio'.

54.   Certi sentimenti particolarmente odiosi come la gelosia, l'invidia, il rancore, la vendetta ecc. richiedono per essere mantenuti una dedizione estrema: essi vanno curati come un giardino.

55.     Sadismo. Vorrebbe degli attimi che bruciano a lungo come un fiammifero per prolungare il suo stato di piacere, mentre si gode lo spettacolo delle torture che infligge alle sue vittime.

56.   Se tutti i bambini, durante le guerre, si mettessero intorno ai campi di battaglia per godersi lo spettacolo della guerra e tifassero chi per l'uno dei contendenti, chi per l'altro, come succede negli stadi durante una partita di calcio, verrebbe allora qualche sospetto a chi combatte sulle conseguenze dannose di ogni guerra?

57.     Immaginare i diavoli come persone sempre indaffarate!

58.   E' un essere spregevole: ingozza piaceri e vomita volgarità.

59.   Essi pensano oggetti di desiderio, non riescono più ad avere concetti; al posto dei pensieri hanno solo merci.

60.   Quando una folla con cieco fanatismo acclama qualcuno, quasi sempre la storia si prepara a reclamare nuovi lutti.

61.   Si potrebbe vedere ogni presa di possesso come una nuova schiavitù da riscattare.

62.     I popoli estinti si vendicano ogni volta che popoli nuovi manifestano il proprio 'orgoglio'.

63.   A volte viene da domandarsi se Dio al momento della creazione abbia previsto tutto quello che succede.

64.   Di tanto in tanto fa a brandelli la propria vita (privata).

65.     Parlava all'osteria per ore ed ore solo con un'esclamazione: "Eh!", ripetuta con infinite variazioni espressive e di tonalità.

66.     Apprendimento. Imparare a disimparare.

67.   Il flauto magico. Egli decanta le sue televisioni - galere, dove nuovi schiavi eletti siedono su morbidi cuscini e vogano con remi d'argento verso i porti dell'illusione e della fiction per intrattenere folle di altri schiavi.

68.   La lettura quotidiana del giornale gli dava l'inebriante sensazione di vivere pienamente la realtà; lo faceva sentire un 'contemporaneo'.

69.   Un inutile atto viscido e servile: leccare il culo ad un francobollo.

70.   Diceva che c'era un modo preciso per valutare il contenuto di felicità che avrebbe avuto ciascun individuo nel corso della propria vita; anzi sosteneva che la felicità di ognuno era stabilita fin dalla nascita ed era indipendente dai fatti tristi o allegri che potevano capitare casualmente, era indipendente dalla fortuna. Mi dette anche una strana combinazione, una formula, per ottenere una vita felice, ma l'ho dimenticata.

71.     Quando trasmettiamo o riceviamo delle conoscenze le modifichiamo, quasi sempre influenzati dalle nostre speranze e dai nostri desideri, non per motivi intellettuali quindi ma perché riversiamo nel sapere aspettative di felicità.

72.     Gli uomini destinati alla grandezza, le rare persone che hanno veramente talento e genio, dovrebbero avere la possibilità di continuare a crescere (in senso non fisico naturalmente) e dovrebbero essere una buona volta lasciati in pace, se abbiamo a cuore l'interesse generale, senza che siano torturati all'infinito dall'incomprensione e dall'invidia dei moltissimi 'mediocri'.

73.   Il grande filosofo esibisce la verità quasi sempre così com'è, nuda e poco scintillante, ma non viene creduto anche se la veste con un abito intessuto di ragionevolezza. L'esagerazione crea il poeta, la fantasia entrambi.

74.   Auto da fé. Lei vuole dominarlo e controllarlo in continuazione e teme le sue evasioni letterarie, per questo lo assilla sempre con le sue preoccupazioni concrete quotidiane. E' attenta a riprenderlo appena lui dimentica una forcina.

75.   Ha un'ottima memoria. Fa collezione di persone, di nomi, di numeri telefonici e di fatti quotidiani che racconta puntualmente alla sorella per telefono, alla fine della giornata.

76.   E' un oratore scolastico ed arido, le cui frasi sono composte di parole, tratte dal registro di un codice burocratico anacronistico, incomprensibili a lui e all'uditorio; al termine del suo eloquio, ognuno avverte che egli ha puntualmente eretto un muro di incomunicabilità. Segue un lungo silenzio.

77.   Non c'è nulla per cui esista davvero la pena di lottare contro i propri simili. Nella lotta le mete si impongono con la propria brutalità, gli ideali sopraffanno gli individui e i loro ragionamenti sono viziati dalle faziosità dello spirito di gruppo, dagli 'stereotipi'. Le pulsioni sono spietate e spazzano via le riflessioni, la tolleranza.

78.     Fra sé e gli altri mette sempre la propria spocchia.

79.   Hanno in testa un notevole bagaglio di nomi privi di uso e di senso, pescati per caso chissà dove e lasciati a formare una melma là, in qualche regione del cervello; ogni tanto riaffiorano alla memoria ma vengono subito abbandonati, non vogliono neppure cercarne il significato.

80.   L'odio altera il battito cardiaco, tanto che chi odia può essere definito un cardiopatico.

81.   Un essere amorfo è privo di temperamento e di carattere, non ha identità. Ergo: non può tramutarsi.

82.   Quanti falsi profeti sono stati acclamati e presi per veri! Quanti 'veri' profeti crocifissi o mandati al rogo! E' una regola così consolidata che si potrebbe prendere la crocifissione per un certificato di autenticità.

83.   Era infelice se per un giorno non aveva niente da contare. Da ragazzo, a scuola, scambiarono questa sua mania per una vera passione per la matematica; da adulto divenne un avaro.

84.     E' difficile diventare filosofi e continuare a mantenere l'amor proprio.

85.   Se fosse per lui , la finirebbe con questi continui scambi di doni con le divinità rimaste; le implorerebbe a scendere ad un rapporto più sincero con gli umani, poi chiederebbe , al di là di tutti i misteri, 'almeno una verità' su questo mondo.

86.   L'euforia di un giorno bello è costretta a ripagarla subito, alla sera, con un pianto disperato.

87.     La storia è di parte, ma a che serve fare appello a Dio se qualche storico si affretta a raccontarla con qualche anno di anticipo? Dio dovrebbe non amare tante cose della storia. Ad esempio che non si parli affatto degli animali che hanno avuto tanta importanza nel lavoro dell'uomo, almeno fino alla rivoluzione industriale. Pochi libri di storia ricordano il lavoro animale; e che dire del sacrificio di intere specie? Pochi libri di storia ricordano che durante la conquista del west in America, centinaia di migliaia di bisonti sopravvissuti alla caccia degli indiani furono uccisi per alimentare gli operai che costruivano le ferrovie che dovevano attraversare gli Stati Uniti da est a ovest; quasi nessun libro di storia parla della distruzione dei cetacei da parte dei cacciatori di balene nel secolo passato. Che dovrebbero pensare gli animali? Quale idea si farebbero degli uomini se potessero leggere la nostra storia? Certo saprebbero che gli uomini si sono impegnati da sempre in guerre infinite per distruggersi fra di loro. Ma poi si domanderebbero; "Perché raccontano sempre di guerre fra uomini? Dove sono narrate le guerre contro gli animali?"; certo non verrebbero a sapere delle "esecuzioni in massa" degli animali, delle macellazioni effettuate per provvedere all'alimentazione umana. Questa storia deve ancora essere narrata.

88.   Ciò che incanta di quell'uomo è la naturalezza e la semplicità del comportamento, che si può osservare frequentemente nei bambini quando giocano. Egli si rapporta alle persone che incontra con assoluta spontaneità, non coltiva relazioni sociali come fanno tutti, non soppesa chi ha di fronte con uno sguardo, non discrimina. Sembra un tale sprovveduto che a volte si direbbe quasi che non veda l'interlocutore e che potrebbero benissimo scambiargli la persona con cui parla, senza che lui se ne accorga. E' un signore veramente amabile! Faceva il giudice, è da poco in pensione.

89.   Alcuni amici d'infanzia lo portarono con loro in auto , di notte, per fare il solito bagno nelle acque termali di Saturnia. Lungo il viaggio alcuni cantavano inni sguaiati e facevano baccano; lui chiese allora di scendere per tornare indietro. S'incamminò e gli altri lo seguirono con l'auto, prendendolo in giro. Poi scese uno di loro e andò da lui a dichiarargli tutta la propria solidarietà. "Erano amici inaffidabili - disse - veramente "stronzi"; non sarebbero più saliti in auto con loro: avrebbero insieme continuato a piedi la strada del ritorno, anche se c'era da fare quasi 20 chilometri." Lui annuì soddisfatto. Sentì il calore dell'amicizia. Non era più solo. Fiduciosi, ripresero un passo svelto, sulla strada buia, illuminata da una mezza luna quasi del tutto coperta. I falsi amici li seguivano, poi si fermarono e chiesero se volevano salire, sembravano pentiti. Lui, inorgoglito, rispose "no!"; l'altro accettò e salì in auto con loro. Era stato beffato. Rimase solo ma non si scoraggiò, aveva davanti a sé tanti chilometri e continuò a camminare. Gli "amici" in auto ridevano e continuarono a seguirlo. Arrivò stanchissimo dopo tre ore al paese da cui erano partiti. Qui gli "amici" lo aspettavano, al margine della strada, dove avevano allestito con uno striscione improvvisato un traguardo. Al suo arrivo, fece appena in tempo a vedere che gli battevano le mani e ridevano, poi cadde a terra svenuto.

90.   Giudizio universale. Non si occupa più della storia perché non riesce ad accettare tutti i drammatici fatti, tutte le guerre, i morti che fanno la storia. Non lo lasciano più dormire: per questo motivo, è tentato a volte di prendere un libro della storia mondiale, completo di documenti, e di portarlo al tribunale dell'Aia per avviare un grande processo su tutti i crimini commessi dagli uomini contro l'umanità. Se non lo fa, è perché è fiducioso che quel processo lo farà Dio al momento del Giudizio.

91.   Da quando i tribunali ecclesiastici hanno smesso di processare gli eretici, dal momento che le streghe sono diventate innocue, la magia e la stregoneria sono divenute un business.

92.     La 'grandezza' dell'amore sessuale rimarrà intatta fino a quando esso pretenderà il suo diritto: quello alla procreazione.

93.   La più perfetta e terrorizzante opera d'arte di Dio è quella del tempo.

94.   Tributo al Tractatus logicus philosophicus. Il mondo è un insieme di fatti; è questa la loro unità.

95.     La sapienza appartiene solo a coloro che rendono onore alla morte, con la sopportazione.

96.   La gente comune, poco abituata a pensare, difende con poco calore i propri convincimenti e è disposta a cambiare frequentemente parere senza ragionarci, salvo far credere di aver sempre pensato in quel modo. Le stesse persone diventano invece accanite quando devono difendere le idee altrui e sono pronte ad usare anche le minacce o peggio la forza. Seguono in questa difesa un rigido principio di "autorità": o l'autorità di qualche leader o quella dei numeri.

97.   Questa gente vende il proprio cervello per niente.

98.     98 Un monaco buddista. Commisera l'umanità perché si piega di buon grado al dominio delle passioni.

99.   Scrivere la storia significa raccontare fatti sempre diversi, che si sono svolti in modo diverso dall'origine del mondo ad ora. A che serve allora parlare di "scienza" per la storia?

100.                       Il loro pensiero è per le scarpe, anziché per i libri. Pensano più ai propri piedi che alla propria testa.

101.                       Si è ormai abituata alla contesa. Ha imparato dai pesci: le persone più voraci sono quelle che gusta di più. Ha conquistato così qualche gradino sociale più elevato, ma ha perso il buongusto.

102.  Tutto va avanti nella storia "liscio come l'olio", verso una nuova catastrofe.

103.                       Suicidio. Nella civiltà cristiana, da duemila anni, il suicidio continua ad essere visto come un evento "inquietante"; di suicidio non si vuol sentir parlare. Eppure le statistiche lo danno in continua crescita. La civiltà romana lo considerava un fatto "naturale", gli stoici ammettevano che il suicidio potesse essere una via d'uscita, quando la vita stessa diventava un problema "irrisolvibile". Di suicidio parla liberamente Seneca e ne fece uso. Se pensiamo bene, dobbiamo riconoscere che il "diritto alla vita" , che è la cosa che ci appartiene di più, deve comprendere anche il diritto a togliersela.

Alle soglie del terzo millennio, la nostra civiltà deve imparare dalle civiltà passate a rispondere al suicidio in un solo modo: con la compassione.

104.                       Scilla e Cariddi dello spirito: Amare la vita , desiderare la morte.

105.                       Invidia. La ricchezza degli altri lo fa star male più della propria miseria.

106.                       I filosofi, oggi come oggi, non esistono. Quelli passati vengono spesso giudicati in base alla fama che hanno avuto al loro tempo. Potevano anche essere pessimi filosofi che allora non venivano capiti ma erano osannati; oggi non vengono letti e continuano ad essere creduti. I pochi veri filosofi che hanno detto qualche verità fondamentale difficilmente vengono letti, spesso vengono male interpretati, perché si preferisce conoscerli attraverso cattive storie della filosofia piuttosto che direttamente, attraverso la lettura delle loro opere. Qualche volta vengono dimenticati. Quest'ultimi continuano comune a parlare anche sottovoce, senza clamore, ai loro spiriti affini.

107.  Quante conoscenze perdiamo solo perché non siamo interessati, non ce ne importa nulla! Quante cose di cui non ci importa nulla potrebbero migliorare la nostra conoscenza! Quanti progressi potrebbero fare le scienze se esse fossero spinte, anziché dai forti interessi, da una libera ricerca!

108.                       Chi può negare che il mondo offre una vista meravigliosa! Ma chi non sente che esso offre anche una vita dolorosa! Quando si chiede a Dio di farci vivere in eterno bisognerebbe tenerne conto.

109.  Nella storia l'uomo ripete sempre gli stessi errori; proprio per questo la storia è insensata.

110.                       Chi vuole pensare liberamente deve rinunciare all'idea di guadagnare per mezzo del proprio pensiero.

111.  Capitalismo. Da quando ha scoperto che il 'tempo' è denaro, ha cominciato a investire sul tempo (di lavoro degli operai) ed ha creato capitali favolosi, città enormi, grattacieli, strade, ponti ecc. Poi ha pensato che, per fare altro denaro da tutto ciò, occorreva più tempo libero per l'operaio ed ha diminuito l'orario di lavoro e l'età pensionabile. Ora vuole reinvestire sul tempo della vecchiaia, che sta diventando sempre più lungo per le aumentate aspettative di vita, e torna a chiedere di ritardare l'età della pensione. A chi pensava Ende quando scrisse "Momo"? Chi erano i ladri del tempo?

112.                       Dio ha commesso un lapsus quando ha creato l'uomo; ha ripetuto il lapsus quando gli ha messo vicino la donna per procreare. Il terzo lapsus è venuto di conseguenza con il peccato originale e la cacciata dei due dal paradiso terrestre. A quanti lapsus bisogna ancora ricorrere? Non sarebbe meglio ammettere la possibilità di un solo errore: la creazione?

113.                       Considerare gli occhi come una proiezione della nostra volontà, come braccia che servono per raggiungere prima l'oggetto desiderato. I polpastrelli sono le palpebre; la vista è il tatto.

114.                       Le utopie hanno un che di visionario che fa sì che gli uomini ne siano attratti. Esse rendono visibili e concreti i nostri sogni, per questo sembrano momentaneamente appagare i nostri desideri.

115.                       Un Dio che trasforma ogni nostro desiderio insoddisfatto in un uccello.

116.                       Monumento al genere umano. Canetti immagina "un gruppo di uomini pietrificati, ognuno con le unghie piantate nelle carni dell'altro, facce che ridono, facce lascive e contraffatte dal dolore." Un bravo artista dovrebbe far propria l'idea per plasmare il gruppo marmoreo alla memoria dell'umanità

117.                       Sarei d'accordo ad eliminare le introduzioni e le note biografiche nei capolavori; se fosse necessario farei anche appello alla legge sulla privacy contro coloro che amano frugare tanto nella vita privata di poeti, letterati e filosofi. Chiederei anche un controllo particolare da parte dei giudici nelle scuole, fra certi professori di filosofia, aridi e ficcanaso, che indagano nella vita privata dei grandi filosofi nel tentativo di trovare qualcosa che permetta a quelli di distruggere parte della filosofia di questi.

118.                       E' un viziato incallito, pericoloso perché ideologicamente in crisi, stai sicuro che ce la metterà tutta per convincere gli altri a mantenere i suoi stessi vizi.

119.  Il pensiero diventa più limpido non appena abbandona la volontà.

120.                       Immaginare l'uomo e la donna come oggetti artistici diversi da combinare insieme, oppure immaginare la creazione artistica come un amplesso fra l'artista e l'oggetto dal quale venga concepita l'opera d'arte. Naturalmente l'artista è l'elemento femminile che si lascia fecondare soltanto in singoli momenti fortunati.

121.                       E' pensabile un amore per la vita esente dall'angoscia per la morte? Seppure esistesse un amore per la vita così, varrebbe la pena di chiamarlo amore?

122.                       Anoressia. Forse non mangia per rabbia, forse per delusione. No! Non mangia per amore, se è in pena non mangia. Non mangia per modestia, per orgoglio; non mangia per nostalgia. Forse è nata per non essere costretta a non mangiare il corpo di sua madre.

123.                       Al posto del cervello possiede un sacco di parole vuote, le cose le ha dimenticate non sa dove.

124.                       Man mano che invecchiamo, le speranze dell'infanzia si allontanano sempre di più; non è cosa da poco 'correggere' le misure prese nei primi anni della nostra vita.

125.                       Vuole rifarsi la storia personale della sua infanzia propagandando l'idea dell'Europa. (1999)

126.                       Ogni volta che leggiamo un grande poeta sentiamo le correnti della poesia tornare a scorrere fresche, come sorgenti, per dissetarci.

127.  Le dichiarazioni 'spontanee e casuali' che non vengono ulteriormente sviluppate, non le danno per buone non solo nella scienza ma neanche al ministero delle finanze. Un pensiero sistematico spesso sviluppa per tutta la vita 'una sola idea'.

128.                       La natura, la vita non dicono nessuna verità da sole, nascondono tutto.

129.  Uno spirito libero deve qualche volta staccarsi dalla volontà. Non può vivere solo dei suoi comandi. Ha bisogno altresì di momenti delicati di contemplazione.

130.                       Con la ripetizione Il MITO prende forza ma perde in freschezza.

131.                       I cattivi filosofi vanno a scuola di pittura. Sono convinti che basti dipingere la terra o il cielo con tanti colori per rendere bella l'esistenza.

132.                       La nostra civiltà, per conoscersi meglio di quella antica, dovrebbe tenere conto di tutti gli esseri viventi (uomini ed animali) che nel frattempo sono stati massacrati.

133.                       Involuzione della specie. L'uomo a sessanta anni è assalito da una voglia disperata di giustizia; a quaranta è assalito da una voglia disperata di dettare legge; a vent'anni è assalito da una voglia disperata, soltanto.

134.                       L'uomo: il più fortunato degli esseri e anche il meno avveduto. Riesce a realizzare tutti i suoi desideri, quello che vuole l'ottiene sempre ma, appena l'ha avuto, lo assale una grande insoddisfazione, allora vuole qualcos'altro.

135.                       Un artista che dimentica i nomi di tutti quelli che incontra nella sua vita; ricorda solo i nomi degli oggetti e delle persone che entrano nella sua arte.

136.                       Il poeta vive di momenti intimi che fa conoscere solo metaforicamente , per astrazioni.

137.                       Appena creati gli esseri viventi si pente del proprio orgoglio che vede riflesso nei loro primi comportamenti e introduce la morte.

138.                  Da quando la terra è diventata un villaggio globale, anche un ragazzo come Bill Gates può tenerla in pugno.

139.Certi saperi suonano falso, appena se ne comincia a sapere qualcosa.

140.         I morti, uomini e donne uccisi, sono per tutti noi già troppo pesanti. Come andrà a finire quando verremo sopraffatti dagli animali massacrati?

141.   Disperazione dei boia per l'abolizione della pena di morte.

142.   43200 respiri fra la nascita e il tramonto del sole; 43200 respiri prima che sorga un nuovo giorno.

143.  Quante conversioni va cercando all'unico scopo di sottostare ad un Guru.

144.    Godimento, eccitazione, orgasmo. "Le rinascite gli sembrano troppo lineari - scrive Canetti - ciò che vuole è vivere contemporaneamente in molte differenti creature.

145  Inquietudine, concitazione, avversione. Spesso un'immagine, una qualsiasi immagine, può accrescere fino al delirio l'odio per un altro essere umano che ci sta accanto.

  Contrappunti

 

 

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